Le ho chiesto se Dylan le andasse bene. Stavo proprio mettendo un suo disco quando la porta della stanza si è aperta e lei è entrata con passo lento mostrando un volto diviso tra l’assonnato e l’imbronciato. Con sguardo interrogativo ha fissato prima me, poi il lettore che avevo in mano,  quindi di nuovo me. Il tutto senza dire nulla e restando immobile. Un paio di ore prima ero scivolato fuori dal letto facendo piano per non...