Feltrinelli.

Dopo il lavoro vado da Feltrinelli. Le strade, tra lavori in corso e ripresa dopo le ferie, sono intasate. Quando scendo in via Amendola mancano solo pochi minuti alle sette. L’autobus dall’altro lato della piazza -quello che fa meno fermate ed arriva prima- è già partito. Quello che passa da lì invece arriva tra undici minuti. Tiro meglio sulla spalla la borsa con cui vado a lavoro e m’incammino a piedi. È una giornata calda...

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Annibale.

Sei stato un po’ stronzo con me. Soprattutto alla fine. Anzi, te lo concedo: solo alla fine. Si, che per la maggior parte del tempo le cose sono filate lisce… Mi hai dato fiducia. Così, ad istinto o quasi. Eri soddisfatto del mio lavoro e non mancavi di dirmelo. Pagavi una persona che non avevi mai incontrato: quante volte ci siamo ripetuti questa cosa? Una sola clausola era richiesta per quella collaborazione: che io non fossi...

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Tre ore e venti.

“Puoi iniziare a sederti”, mi dice Fernando subito dopo essersi scusato per non aver risposto al messaggio di poche ore prima. “L’ho visto solo ora, uscendo dalla pasticceria qui sotto lo studio”. “Nessun problema, come vedi ho improvvisato” faccio io mentre cerco un posto in cui poter poggiare l’ombrello. È verde ed ha un manico a forma di testa di anatra. È di mia madre e non voglio rischiare di...

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La macchinetta è calda.

Quando la sveglia suona sono sull’ultimo gradino, all’ultimo piano di casa. È ancora presto, la luce in camera dei miei è spenta. Mio padre invece è già in piedi. Lo trovo affacciato a guardare il mare. Quando mi vede nota qualcosa di strano e mi chiede se sia tutto a posto. Si, o quasi, rispondo. Parliamo di alcune cose. Del tempo, del mio lavoro, della mia partenza. Lontano, una barca scivola silenziosa sull’acqua. Il cielo...

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Cat Eye

Sinful Wind-Borne, Drug Thing e Walking on the Water chiudono il set ufficiale. Poi parte il bis: Year Zero, Hell 1-3, Hogwash ed altre due ancora. A pensarci ci sono concerti che durano meno anche di un encore del genere. Sul palco si spengono le luci, il pubblico fa sentire la sua gratitudine senza risparmiare palmi delle mani e corde vocali. Io cerco Frà con lo sguardo: è qualche fila indietro, un po’ più centrale rispetto a dove sono...

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Allora ho fatto prima io

Sono passate da pochi minuti le cinque. Il mio sguardo non ha molte vie di fuga da quando mi hanno cambiato ufficio: davanti, appena pochi centimetri dietro i due monitor che mangiano le mie diottrie, ho un muro bianco. E la finestra a sinistra è troppo dietro per poter guardare fuori senza entrare in modalità esorcista. Alla mia destra si estende invece il corridoio che dà accesso a queste stanze. Non è molto ma è l’unico allungamento...

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So What?

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