“Wasted Days”

[embedplusvideo height=”298″ width=”480″ standard=”http://www.youtube.com/v/JIitQNXVgb8?fs=1″]Esco. Scendo le quattro rampe di scale. Non so da dove arrivi ma c’è un filo di luce ad illuminarle. Vorrei non premere l’interruttore ma se incontrassi qualcuno potrei farlo spaventare. Meglio evitare. Apro il portone. Il mio corpo cerca aria. La mia mente un respiro più fresco.Guardo a destra ed a...

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Verso Casalecchio

La città scorre al contrario.  I miei pensieri come liquido in un barattolo Le cose sbagliate che ho fatto Le cose brutte che ho detto Non fanno di me un colpevole I visi dei bambini sono creta morbida Hanno la forma dell’ultimo sogno sospeso e preso in custodia dalle mamme che tengono per mano Come una prolunga amniotica Uomini giovani e uomini con tanti anni in più sono seduti sui rombi di un portico Guardano la città che si sveglia...

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Scomparire senza nascondersi

La musica è andare altrove restando a casa. E’ scomparire, rintanarti senza nasconderti. Succhia via la paura restituendo dignità. La musica è tornare a casa quando sei lontano lontano e stai pensando che potresti non tornare più. La musica è rivedere un amico che non c’è più. Riabbracciare chi se n’è andato per tutta la durata di una canzone. Di un disco. Di un concerto. La musica ti fa perdonare. E ti fa evocare qualcuno che...

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Alba

Torino, Cuneo, Asti. Ed una freccia che indica di proseguire lungo corso Europa. Segnali stradali blu di un posto così distante da casa. Sono in compagnia di Franz con cui facciamo a gara a chi è più becero dicendo cose che non pensiamo ma che ormai fanno parte della serata. Le tiriamo fuori ridendo, per spaventare e mettere in fuga i discorsi di lavoro. I capi, i colleghi, l’azienda: mio dio, come sono diventato grigio. Ci fermiamo in un...

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Gocce

Il rumore delle gocce sugli alberi Sulla strada Sul balcone di casa L’odore della pioggia e nel silenzio A volte interrotto dal passaggio di una macchina, il loop delle onde E’ settembre Fuori c’è poca luce E loro dormono o sono usciti o forse sono in piedi, sintonizzati sul silenzio che ci avvolge Le gambe scoperte Tutto questo Non ci sarà mai più

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18 febbraio 2012, 12.04

Arraffare i vestiti di fretta, senza guardarsi intorno, puntando solo a prendere le robe sparse per la camera o conservate negli armadi, ammucchiarle tra le braccia e poi ficcarle nelle fauci enormi di una valigia spalancata. Alzare lo sguardo e vedere la stanza in cui si è vissuti e trovarla spoglia, vuota. Come se fosse stata abbandonata chissà da quanti anni. Lo screensaver che sonnecchia nel monitor, il telefono del vicino di sotto che...

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